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I Ministeri con e senza portafoglio

Si è parlato molto, in questi giorni, del possibile trasferimento di una parte del Governo della Repubblica da Roma a Milano. Secondo un’ipotesi, verranno trasferiti Ministeri con e senza portafoglio; secondo un’altra ipotesi, solo Ministeri senza portafoglio. Secondo una terza ipotesi, infine, non verrà trasferito alcunché.

Ma che differenza c’è fra Ministeri con portafoglio e Ministeri senza portafoglio ? Il riferimento al “portafoglio” induce molti a pensare che la differenza stia nel potere di spesa del Ministro, ma non è così.

Il Ministero senza portafoglio, semplicemente… non è un Ministero. Secondo la Costituzione, infatti, sono Ministeri in senso proprio solo quelli permanenti, istituiti per legge (Esteri, Interni, Difesa, Economia, ecc.).

I Governi di nuova nomina, tuttavia, hanno necessità di dotarsi di altri Ministeri oltre a quelli permanenti previsti dalla legge: sia per dare determinati segnali politici (ad esempio, istituire un “Ministero della gioventù” significa prestare attenzione a questa fascia di popolazione), sia per accontentare i vari componenti della coalizione che sosterrà il Governo in Parlamento.

Teoricamente, il nuovo Governo potrebbe chiedere al Parlamento di istituire dei nuovi Ministeri permanenti. Ma si tratterebbe di una procedura lunga, complessa e costosa. Perciò, nella prassi si chiede invece al Presidente della Repubblica di nominare, oltre ai Ministri a capo dei Dicasteri previsti dalla legge, dei “Ministri” senza portafoglio.

Da questi Ministri, in realtà, non dipenderà alcun Ministero. Essi eserciteranno esclusivamente le funzioni ad esse delegate dal Presidente del Consiglio dei ministri, avvalendosi di Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Costituzionalmente, pertanto, i Ministeri con e senza portafoglio sono istituzioni diversissime, tanto che i secondi, a rigore, non possono nemmeno essere considerati Ministeri.